Area docenti sezione BES

Introduzione

Si definiscono alunni con Bisogni Educativi Speciali coloro che necessitano di attenzioni speciali, rispetto alla normale programmazione didattica e le consuete modalità di insegnamento, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Questa necessità deriva da uno svantaggio che può essere linguistico, socio-economico-culturale, oppure dovuto a disabilità, a Disturbi Evolutivi Specifici, a Disturbi Specifici di Apprendimento. Quindi i BES sono una macroarea che comprende, tra l’altro, anche la disabilità e i DSA.

Bisogni Educativi Speciali (BES)

L’area  dello  svantaggio  scolastico  è  molto  più  ampia  di  quella  riferibile  esplicitamente  alla  presenza  di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni:  svantaggio  sociale  e  culturale,  disturbi  specifici  di  apprendimento  e/o disturbi  evolutivi  specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente.  Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (in altri paesi europei: Special Educational Needs). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.

Per approfondire:

Direttiva BES e CTS 27 dicembre 2012 ULT

nota-1551-del-27-giugno-2013-piano-annuale-inclusivita

replica_ministro_27062013

Protocollo di Buone Prassi BES_Ufficio VI Ambito Pesaro e Urbino

 

Come insegnare agli alunni con BES

Consigli generali

È proprio della funzione professione docente – e tutti gli insegnanti ne hanno esperienza – quella di conoscere e riconoscere le mutevoli esigenze degli alunni e aiutarli e guidarli adeguatamente, calibrando sui singoli alunni la propria opera di educazione e istruzione; tuttavia la normativa sui BES, riconoscendo giuridicamente questi bisogni, offre agli insegnanti il vantaggio, di applicare  strategie di compensazione e dispensazione che permettano agli alunni con BES, anche senza disabilità o disturbi di apprendimento, di raggiungere gli obiettivi che per loro verranno prefissati.

 

Nella pratica

La Direttiva del Miur del 27/12/2012 e la Circolare Ministeriale del 6/03/2013 definiscono i Bisogni Educativi Speciali e stabiliscono che sia il Consiglio di Classe ad attivare un percorso individualizzato e personalizzato per ogni alunno con un BES, con la compilazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Sui criteri per l’individuazione dei BES attualmente non ci sono ancora indicazioni univoche. Anche i Centri Territoriali di Supporto sono in attesa di ulteriori e più precise indicazioni, attuando una riflessione inerente  queste tematiche.

È possibile tuttavia prevedere quale sia una possibile strada da percorrere per compiere un’attività di insegnamento efficace per tutti e contemporaneamente far fronte ai Bisogni Educativi Speciali. È necessario, quando è possibile, utilizzare un’unica strategia speciale di insegnamento, normalizzata (condivisa da tutta la classe), che ottemperi alle esigenze dei BES e che sia anche efficace per gli altri alunni.

Strategie metacognitive che semplifichino e rendano più accattivante lo studio sono lo strumento preferibile e saranno tanto più efficaci quanto più diffuse e condivise da tutto il consiglio di classe.

 

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Come normalizzare una verifica

 

Riflessioni sulla Valutazione degli alunni con BES: VALUTARE