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IMMAGINE PER ARTICOLO CTSFANOLa Piattaforma EDU del CTS Fano è il primo sito al mondo che insegna a studiare!

Proprio così, lo studente che si iscrive alla piattaforma non imparerà contenuti disciplinari bensì la competenza più importante e propedeutica di tutte: imparare a studiare!

Esercitandosi nei divertenti esercizi interattivi proposti lo studente potrà avviare un percorso di riflessione e scoperta del proprio metodo di studio che lo porterà, nel proseguo dei suoi studi, a sperimentare varie tecniche di studio fino a creare un proprio personale metodo di studio.

La Piattaforma EDU è aperta ai giovani studenti che devono iniziare a crearsi una metodologia di studio, agli studenti più grandi che non hanno trovato ancora il metodo a loro più congeniale, a genitori e insegnanti che desiderano spunti per affiancare i loro figli e alunni.

Accedere alla Piattaforma è facile, basta andare su ctsfano.it  !

Ricordiamo ai docenti che anche nel mese di Novembre, precisamente il 13-14-15, un altro interessantissimo appuntamento ci attende: il biennale Convegno promosso dal Centro Studi Erickson. Di seguito trovate il link che vi rimanda al programma.

PROGRAMMA CONVEGNO ERICKSON 2015

La scorsa settimana a Cortona si è svolto un interessante Seminario sull’Autismo dedicato a tutti gli operatori dei CTS d’Italia.

Il Dirigente ministeriale Raffaele Ciambrone ritiene ci sia un’urgenza nelle scuole d’Italia riguardante proprio l’inserimento e la presa in carico degli alunni con disabilità rientrante nello spettro autistico. Pertanto vorrebbe creare Sportelli per l’Autismo in ogni sede CTS.

L’idea è assolutamente importante e condivisibile. Rimaniamo in attesa di ulteriori indicazioni ministeriali per poter cominciare questa nuova avventura!

Per chi volesse saperne di più, può seguire il link di seguito e leggere l’accurato report del nostro collega del CTS del Lazio, Iacopo Balocco.

Report Seminario Nazionale sull’Autismo. Cortona

Miur. Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Studenti con disabilità, DSA e BES

Leggi a questo link

Scopri la nuova, corposa sezione sul sostegno! Clicca qui

        

Caspita quanto sembra difficile valutare!!!

Valutare E’ misurare?…..Valutare E misurare?

Promuovere l’apprendimento è l’obiettivo principale della scuola. La valutazione può giocare un ruolo costruttivo in questo senso, se non si limita a una certificazione meccanica di abilità e competenze, ma invece fornisce una cornice entro cui collocare gli obiettivi educativi e i progressi degli alunni.

Gli insegnanti hanno sempre una gran paura di sbagliare, specie alla Secondaria, ecco il perché dei mezzi voti e dei Più o i Meno.

La valutazione coincide spesso con la misurazione sia perché la verifica scritta costituisce ancora un elemento molto forte (perché nero su bianco) sia perché gli altri elementi che costituiscono la valutazione sono aleatori e spesso non dichiarati.

Nelle pieghe della normativa è a volte possibile trovare appigli per ricorsi sulla valutazione, specie se negativa, i TAR entrano in merito, e i Dirigenti non vogliono correre rischi e chiedono (implicitamente o esplicitamente) ai docenti di andare sul sicuro e far quindi coincidere la Valutazione con la Misurazione.

Ma è giusto così? Facciamo il punto partendo dalla Legge.

DPR 122/2009

ART. 1 C.2

La  valutazione è espressione  dell’autonomia  professionale propria  della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che  collegiale,  nonché  dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.  Ogni alunno ha diritto  ad una valutazione trasparente e tempestiva,  secondo  quanto previsto dall’articolo 2, comma 4, terzo periodo,  del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni.

ART. 1 C.3

La  valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione   concorre,  con  la  sua  finalità  anche  formativa  e attraverso  l’individuazione  delle  potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al  miglioramento  dei livelli di conoscenza e al successo formativo […]

ART. 1 C.4

Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali sul rendimento  scolastico  devono  essere  coerenti con gli obiettivi di apprendimento  previsti  dal  piano  dell’offerta formativa, definito dalle  istituzioni  scolastiche  ai  sensi  degli  articoli 3 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.

 

COSA SI DEVE VALUTARE?

CONOSCENZE indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro. Nel Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli (EQF), le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche;

ABILITÀindicano le capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel EQF sono descritte come cognitive (l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti);

COMPETENZE indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale., Nel EQF le “competenze” sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.

 

EFFETTI DISTORSIVI DELLA VALUTAZIONE

(…che incidono sempre nel percorso di un alunno, gli insegnanti devono esserne consapevoli!)

EFFETTO ALONE: L’effetto alone si verifica quando un insegnante che apprezza molto una particolare caratteristica, ad esempio l’ordine, se ne fa influenzare, spesso inconsciamente, nel valutare anche altri aspetti ed indicatori, sopravvalutandoli, per gli alunni ordinati, e sottovalutandoli per gli alunni disordinati: l’ordine, o qualche altra caratteristica posseduta da un alunno e particolarmente apprezzata dall’insegnante, getta cioè il suo alone positivo anche su tutti gli altri indicatori, aspetti ed obiettivi da valutare.

EFFETTO PIGMALIONE: L’effetto Pigmalione è forse il più insidioso e si verifica quando l’insegnante ha verso gli alunni delle aspettative pregiudiziali, positive o negative, dei “pre-giudizi”, che ne possono influenzare l’atteggiamento ed il comportamento, favorendo, anche indirettamente, gli alunni verso i quali l’insegnante ha delle aspettative positive, e viceversa.

EFFETTO STEREOTIPIA: L’effetto stereotipia infine, consiste nell’irrigidire il giudizio su di un alunno, escludendo che la sua situazione possa cambiare e migliorare, evolversi in positivo, come invece dovrebbe proprio avvenire grazie ad interventi educativi e didattici efficaci ed appropriati, sebbene spesso possano esservi serie difficoltà oggettive.

EFFETTO TENDENZA CENTRALE: la tendenza a usare i valori intermedi della scala di valutazione per evitare rischi di errore.

EFFETTO DI CONTRASTO: Si sovrastima o si sottostima una prova che contrasta con lo standard ideale del docente o con una prestazione immediatamente precedente, contestuale o seguente di un altro allievo, che funge da paragone.

EFFETTO INERZIA: la tendenza a conservare la valutazione iniziale dell’alunno.

EFFETTO SEVERITÁ: insegnanti diversamente severi possono attribuire giudizi diversi nel valutare lo stesso compito.

EFFETTO INDULGENZA: si tende a sopravalutare, per un bisogno personale di essere giudicati “buoni”.

EFFETTO ALTALENA: giudizi ora alti, ora bassi, possono non dipendere dall’alunno, ma all’alternarsi di prove, o troppo difficili o troppo facili.

 

E PER I BES? COME VALUTO? CAMBIO QUALCOSA?

Premesso che, la Valutazione è uguale per tutti  (salvo le eccezioni di legge) come mi comporto di fronte ai Bisogni Educativi Speciali?

Partendo dall’idea base di creare pari opportunità di successo scolastico in modo da limitare il gap tra possibilità personali e attese del contesto, adattando il percorso formativo, la valutazione deve coincidere con una “fotografia” della persona, e dare quindi un giudizio globale, non definitivo, delle competenze e abilità nelle singole discipline e nelle diverse aree di apprendimento. La valutazione si ottiene con la raccolta di informazioni sia con strumenti oggettivi (verifiche), sia con osservazioni, esperienze di laboratorio, ricerca, simulate. E va resa comprensibile alle famiglie e delucidata in tutti i suoi aspetti per far sì che non venga percepita dalle stesse come semplice indice delle conoscenze.

Per valutare un alunno con BES devo sempre considerare i prerequisiti, le condizioni contestuali e di partenza.

La valutazione dei BES non è quindi diversa da una qualsiasi valutazione e il percorso personalizzato ha la stessa dignità di un percorso standard.

Cambia ciò che precede la valutazione: il processo formativo e gli strumenti di verifica che però per contenuto e difficoltà devono essere uguali a quelli previsti per tutti.

Gli insegnanti devono essere capaci di osservare e valutare i percorsi e non i punti d’arrivo. E imparando a fare ciò impareranno anche a gestire serenamente l’assegnazione dello stesso voto (sia positivo che negativo) pur in presenza di competenze diverse. Concetto da applicare su tutti i discenti e da condividere tra tutti i docenti che devono ricordare quanto, con il processo valutativo, si incida sull’autostima dell’alunno che è un aspetto fondamentale nella crescita individuale.

Valutare quindi non è solo misurare quanto sai fare ma COME sai fare con gli strumenti che hai, sapendo osservare l’impegno, i progressi e l’autonomia di lavoro.

La Scuola sta affrontando un grande cambiamento: il passaggio dalla valutazione degli apprendimenti ad una valutazione PER l’apprendimento, che poi è la vera valutazione formativa, cioè la valutazione che viene progettata e realizzata allo scopo di promuovere l’apprendimento degli alunni.

Buon lavoro!

Le prove INVALSI si avvicinano e con esse si moltiplicano i dubbi su cosa si può e cosa non si può fare nei riguardi di alunni BES, DSA e H.

Uno schema risolutivo è stato approntato per chiarire ogni caso possibile, e lo trovate a

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